Il Top, il Flop e la Curiosità del mese di Ottobre

TOP: Simone Inzaghi

Cinque squadre in vetta alla classifica (la Roma è un po’ staccata dalle altre, ma ha ancora una partita da recuperare). Tra queste, in maniera abbastanza clamorosa, non c’è il Milan re del mercato estivo, bensì la scintillante Lazio di Simone Inzaghi. Si diceva, a inizio campionato, che i biancocelesti vantassero sì una buona rosa, ma poco profonda, e che le cessioni di Biglia e Keita avrebbero pesato, così come la prolungata assenza per infortunio di Felipe Anderson. E invece i capitolini prima si sono conquistati la Supercoppa contro la Juve in estate e poi hanno avviato una marcia pazzesca in campionato e in Europa League, trascinati da un Ciro Immobile in formato super. Il mese di ottobre è stato pressoché perfetto: solo vittorie per la Lazio, con la ciliegina della seconda vittoria su due nei confronti dei bianconeri (successo che a Torino mancava dal lontano 2002: allora fu doppietta di Stefano Fiore). L’ottimo calcio visto giocare dal club di Lotito durante lo scorso anno è addirittura migliorato e già si parla del più giovane dei fratelli Inzaghi come successore di Allegri proprio sulla panchina della Juventus. Se son rose…

 

FLOP: Oreste Vigorito

L’imprenditore campano, presidente del Benevento Calcio dal 2006, si è reso protagonista di un autentico miracolo sportivo conquistando la doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A in due anni. Solo che, se il campionato deve essere affrontato in questo modo, è meglio non disputarlo proprio. In Europa ci sono solo altre tre squadre ancora ferme a quota 0 nella massima divisione nazionale: Lynx (Gibilterra), Encarnada (Andorra) e Murata (San Marino): il livello dei tre campionati dovrebbe far ampiamente riflettere… Che questa sia una stagione maledetta per i sanniti lo si vede dalle piccole cose: dal gol del pareggio all’ultimo secondo annullato dal Var nell’esordio casalingo contro il Bologna, a quello di Pavoletti subito a Cagliari nel penultimo turno, al 95° minuto, subito dopo aver realizzato l’1-1. Però la responsabilità di aver allestito una squadra così poco competitiva grava sul presidente: in questo contesto anche il cambio di tecnico difficilmente aiuterà (De Zerbi fallì lo scorso anno a Palermo sempre in una situazione complicata). Gli unici flash positivi della stagione degli stregoni per ora sono associati a Ciciretti: mi riferisco al suo splendido gol all’esordio contro la Samp e, soprattutto, alle sue capacità cabarettistiche

 

CURIOSITÀ: L’As Roma e la comunità ebraica

Premessa necessaria: gli Irriducibili della Lazio hanno quattro neuroni. Mi riferisco evidentemente al “caso Anna Frank”, sul quale non torno perché se ne è già discusso abbastanza. Quelle che voglio analizzare sono le motivazioni del gesto. Alcuni tifosi laziali sono neofascisti? Probabile. Ma ci sono anche ragioni storiche, per le quali occorre fare un salto indietro al 1927. Allora l’accostamento tra i termini “ebreo” e “romanista” non era un insulto razzista, ma un semplice dato di cronaca. Accadde infatti che tre società della capitale (Alba, Roman e Fortitudo) si fusero per dar vita all’As Roma. Tra queste, la Roman (o Foot Ball Club di Roma), i cui colori sociali erano il giallo-oro e il rosso-porpora, era quella comunemente tifata dalla comunità ebraica romana. Uno dei suoi massimi dirigenti, Renato Sacerdoti, divenne il secondo presidente della Roma e più tardi, durante la seconda guerra mondiale, si salvò per miracolo dalle persecuzioni nazifasciste. Oggi questo legame è molto meno evidente: ad esempio il direttore del Tg5 Clemente Mimun, romano di origine ebraica, tifa Lazio. Altri gloriosi club europei che vantano, per ragioni storiche, legami con le comunità israelite delle rispettive città sono l’Ajax e il Tottenham: ecco perché a volte capita di vedere esposte, da parte dei tifosi dei Lancieri o degli Spurs, bandiere con la stella di David.

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I Top e i Flop della 9a giornata

TOP 3

3) Sami Khedira

Prima tripletta in carriera per il forte centrocampista tedesco, che già aveva propiziato la rete di Douglas Costa nel match perso dai suoi con la Lazio. Nella gara contro i biancocelesti Khedira era al rientro dopo l’ennesimo infortunio. La fragilità fisica è sempre stato il limite più grande del calciatore ex Real, ma gli infortuni quest’anno sembrano accanirsi sull’intero blocco di metà campo juventino: l’ultima vittima è stata Matuidi, che ha saltato la trasferta di Udine per un affaticamento al flessore. Ma, visto com’è andata, si può dire che i presenti bastavano e avanzavano.

2) Samir Handanovič

In attesa di eguagliare il record, appartenente a Pagliuca, di calci di rigore parati in Serie A (24, record che è lì ad un passo ormai da un po’), l’estremo difensore sloveno dell’Inter ha deciso di fare gli straordinari su azione: almeno tre gli interventi straordinari compiuti al San Paolo contro il Napoli. Prodezze che permettono alla Beneamata di uscire indenne da un campo difficilissimo e, perché no, di sognare in grande. Al momento è il miglior portiere del campionato, non ci sono dubbi.

1) Simone Inzaghi

Se la scorsa stagione il rendimento della Lazio è stato una sorpresa, quest’anno è una piacevolissima conferma, su cui non molti avrebbero scommesso vista la partenza di due big come Biglia e Keita e l’impegno il giovedì in Europa League. E invece dalla vittoria in extremis in Supercoppa Italiana contro la Juve il 13 agosto i capitolini non si sono più fermati, e riescono anche ad offrire un gioco spumeggiante, come nel facile successo di ieri sera contro il Cagliari. Il merito principale è del giovane allenatore piacentino che, rimasto su quella panchina un po’ per caso, ora non vuole più fermarsi.

 

FLOP 3

3) L’autorete di Samir

Sarebbe un gol bellissimo quello messo a segno dal difensore mancino brasiliano… peccato che è nella propria porta! Davvero inspiegabile il movimento che fa Samir per marcare Khedira, ma d’altra parte l’Udinese riesce a perdere 6-2 in casa giocando con l’uomo in più per oltre un’ora e con un gol irregolare (convalidato dal Var…). Quindi probabilmente la differenza tra le due squadre bianconere è troppo ampia e la “prodezza” del numero 3 friulano non sposta granché.

2) Il Benevento

Alla fine il record è arrivato… 9 partite, 0 punti. Nessuno ci era mai riuscito dal 1929/30, cioè da quando esiste la Serie A a girone unico. Non solo: il club sannita ha anche il peggior attacco e la peggior difesa della competizione. In casi come questo in genere a pagare è l’allenatore, ma pare che Baroni sia stato lungimirante al momento del rinnovo, facendo inserire una penale salata a carico della società in caso di esonero. E poi occorrerebbe trovare un sostituto, operazione anche questa al momento tutt’altro che semplice…

1) Leonardo Bonucci

Ci mancava solo l’espulsione per gioco violento (gomitata a Rosi, con tanto di sopracciglio spaccato). Questo Bonucci, comprato per spostare gli equilibri, si sta invece rivelando una sciagura all’interno della già sciagurata stagione del Milan, un Milan che magari in 11 contro 11 la partita contro il Genoa l’avrebbe pure vinta. Leo comunque non è l’unico calciatore “nervoso” di giornata, dato che nel turno appena trascorso si contano ben 5 espulsioni: oltre a Bonucci rossi anche per Zuculini, González, Cassata e Mandžukić. Ragazzi, datevi una calmata…

I Top e i Flop dell’8a giornata

TOP 3

3) I big match

Doveva essere un turno scoppiettante e così è stato. Gli scontri diretti tra le sei big sono stati spettacolari e ricchi di colpi di scena fino alla fine. La partita leggermente meno bella, paradossalmente, è stata quella tra Roma e Napoli, due squadre dotate di una filosofia di calcio spiccatamente offensiva trasmessa dai propri allenatori. Proprio gli azzurri hanno segnato, con Insigne, il 200° gol della gestione Sarri. Sabato sono andati sotto media, ma l’allenatore toscano può essere felice: ottava vittoria su otto e divario con la Juve in classifica che si allarga. Fare meglio di così è semplicemente impossibile.

2) Ciro Immobile

Il biondo centravanti napoletano ha perso un paio d’anni di carriera con le sfortunate esperienze estere a Dortmund e Siviglia, ma dalla scorsa stagione ha definitivamente raggiunto la maturità calcistica, caricandosi la Lazio sulle spalle. Così è stato anche sabato, con la fantastica doppietta alla Juventus (la cui difesa, per contro, non appare più così impenetrabile). Il numero 17 biancoceleste ha segnato già 11 gol in Serie A: nei cinque maggiori campionati europei solo Falcao del Monaco ha fatto meglio di lui con 12 reti, spalmate però in 9 partite anziché in 8.

1) Mauro Icardi

Maurito si prende definitivamente il derby. Nella stracittadina si era già sbloccato la scorsa stagione dopo un lungo digiuno, ma la tripletta messa a segno domenica pesa come un macigno, in particolare il rigore al 90’ realizzato con freddezza glaciale. Il centravanti argentino non sarà mai un giocatore totale, ma in area è assolutamente letale e con Spalletti sta affinando ancora di più le sue capacità: con due assistman come Candreva e Perisic, d’altronde, diventa tutto più facile. Il prossimo passo per il 24enne di Rosario è dire la sua anche con l’albiceleste (qualificatasi in maniera rocambolesca per il mondiale russo), con la quale al momento è ancora a secco.

 

FLOP 3

 

3) Bonucci & Biglia

I due acquisti “di peso” del Milan appaiono vagamente spaesati. Non è un caso che il secondo gol dell’Inter sia caratterizzato da due errori macroscopici di Lucas e Leo: il primo si fa rubare il pallone da Icardi e non rimedia nemmeno con un fallo; il secondo rinuncia alla marcatura del 9 argentino in area. I due avrebbero dovuto caricarsi sulle spalle la squadra, e invece… Forse domenica il Milan ha trovato la svolta tattica della stagione con il centrocampo tutto qualità, ma, dopo una partenza ad handicap, ha più bisogno che mai dei suoi leader (o supposti tali).

2) Paulo Dybala

Secondo errore consecutivo dal dischetto per la Joya, anche questo pesantissimo: sono già 3 i punti gettati al vento dalla Signora dagli undici metri, punti che a fine stagione potrebbero risultare decisivi per la corsa scudetto. La prestazione del subentrato Dybala sarebbe anche molto buona, ma forse i tiri dal dischetto non sono il suo forte, anche se va detto che nessuno in squadra ha il suo piede, a parte forse l’infortunato Pjanić. Intanto il fantascientifico calcolo di gol in una stagione fatto da Sky qualche partita  fa può essere tranquillamente messo da parte: cifre del genere sono alla portata solo di Messi e Ronaldo…

1) Il Benevento

A fare da contraltare al lanciatissimo Napoli c’è l’en plein al negativo del Benevento: 8 partite, 8 sconfitte. Un poco invidiabile ruolino di marcia che le Streghe condividono con il Venezia stagione 1949/50. Occhio però: un altro ko e sarà record assoluto in massima serie. Quasi scontato far notare che, al netto della sfortuna e delle ingenuità (la gara persa a Verona, solo per citare l’ultimo episodio, è stata giocata per più di un tempo in 10 dopo il rosso ad Antei), la rosa non appare competitiva per la Serie A. Per il club sannita c’è però un esempio recente a cui aggrapparsi: il Crotone nella scorsa stagione aveva appena un punto dopo 8 giornate. Sappiamo tutti com’è andata a finire.